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12 Maggio 2008

Biobottiglia, la prima al mondo si vende in Italia

acquasantanna.gifDebutta nel mercato delle acque italiane minerali, dopo gli ottimi risultati della sperimentazione la prima bottiglia biodegradabile al 100% che si decompone completamente in 80 giorni. La bottiglia è realizzata con l’”ingeo” una plastica naturale derivata al 100% dalle piante. E sarà l’acqua “Sant’Anna”, marchio leader di Fonti di Vinadio, azienda a capitale interamente italiano, a mettere in commercio, prima assoluta in Italia e prima al mondo rivolta al mass market, una bottiglia realizzata interamente con una rivoluzionaria plastica naturale che si ricava dalla fermentazione degli zuccheri delle piante anziché dal petrolio.L’imprenditore Alberto Bertone, CEO e Presidente di Fonti di Vinadio, sta definendo gli ultimi accordi con la grande distribuzione per la commercializzazione della biobottiglia anche all’estero:
“Un esempio concreto - dice Bertone - può spiegare con maggior chiarezza la rivoluzione di Ingeo: se consideriamo 50 milioni di biobottiglie del peso di 27 grammi ciascuna, rispetto alla stessa quantità di bottiglie prodotte in comune PET, risparmiamo 13.600 barili di petrolio, ovvero la stessa quantità di energia che serve a fornire elettricità a 40.000 persone per un intero mese! Inoltre, riduciamo le emissioni di anidride carbonica pari a quelle emesse da 3.000 auto che percorrono in un anno circa 10.000 chilometri ciascuna. A Vinadio siamo in grado di produrre 50 milioni di bottiglie in una settimana di lavoro. E oggi in Italia si devono smaltire ogni anno oltre 5 miliardi di bottiglie.”

Fonte: Ecoblog.it 

12 Maggio 2008

Al supermarket la spesa è intelligente…

� …per far del bene a noi, all’ambiente e per risparmiare!

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Di questi tempi sono sempre più in voga argomenti quali l’ecologia, l’impatto zero, il biologico, le energie rinnovabili, la sostenibilità , la medicina olistica e così via.
La cucina e le abitudini alimentari sono parte integrante di un saper condurre la propria vita in sintonia con l’ambiente circostante, senza inquinare l’ambiente nè danneggiare il proprio organismo.
Sembrerà paradossale, ma il solo fatto di acquistare un alimento confezionato (dove spesso la confezione finisce per costare più dell’alimento stesso) ha contribuito a danneggiare in qualche modo l’ambiente.
Per quanto riguarda la salute, vi sono inoltre tanti piccoli trucchi da tener presente per non farsi imbrogliare o per non acquistare prodotti poco sani o mal conservati..
Oltre al bene dell’ambiente, e del nostro organismo, ovviamente ci interessa anche il bene del nostro portafogli…vediamo come fare!
1 - preferite alimenti sfusi ad alimenti imballati;

2 - evitate alimenti contenenti coloranti, aromi o anidride carbonica

3 - evitate alimenti manipolati: lavaggio e taglio della verdura ad esempio comportano per voi un costo tranquillamente evitabile

4 - non fate la spesa a stomaco vuoto…vi troverete a comprare inutili sfizi!

5 - leggete le etichette: preferite prodotti italiani a prodotti provenienti da lontano

6 - nel caso del miele, evitate i barattoli nei quali potete vedere bollicine o depositi: si tratta di un miele fermentato.

7 - nel caso di uova, guardate accuratamente la data di deposizione

8 - nel caso di dolci confezionati, evitate quelli contenenti grassi idrogenati

9 - mele, arance: se sono di un colore intenso, bellissime e perfettamente lucide, probabilmente sono state trattate con gommalacca e/o coloranti. Da evitare!

10 - maionese: chi vi dice che non sia stata prodotta con uova in polvere o congelate? Per essere certi di acquistare maionese prodotta con uova fresche, fate attenzione che sull’etichetta sia scritto “uova di categoria A”

11 - pasta: se vedete dei puntini neri nella confezione, si tratta di parassiti. Scegliete sempre una pasta che, a parità di formato, presenta un tempo di cottura più lungo.

12 - barrette di cioccolata: se presentano dei puntini bianchi significa che sono mal conservate. Quei puntini sono dati dal grasso che sale in superficie.

13 - se gli ortaggi sono molto grandi potrebbero essere stati trattati con vere e proprie sostanze ormonali: da evitare!

14 - carne bovina: se è assolutamente priva di venature di grasso, forse è stata trattata. Meglio un pò di grasso in più che un pò di sostanze chimiche in più!

15 - vino: preferite il vino italiano: i vini esteri potrebbero essere stati corretti con pratiche enologiche in Italia proibite

16 - olio di oliva e formaggi: preferite quelli con il marchio DOP! Sia le olive che il latte saranno italiani al 100%

9 Maggio 2008

Scendiamo in cantina…

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Come tutti sapete è fondamentale abbinare correttamente il vino alle pietanze, affinchè sia il vino che la pietanza trovino la giusta esaltazione delle loro caratteristiche, senza cadere in sottotono nè prevalere l’uno sull’altro.Se non siete pratici nella scelta dei vini, se avete una cena importante e non volete correre il rischio di sbagliare, seguite i consigli di questa piccola guida che abbiamo redatto per voi.

Regole di base:

1 - ad ogni piatto corrisponde sempre un vino; è bene cambiare vino per antipasto, primo, secondo e dessert.

2 - se non volete cambiare vino ad ogni pietanza, fate in modo che sapori e struttura dei piatti (antipasto, primo e secondo) siano affini e riservatevi di cambiare vino solamente per il dessert.

3 - antipasto: scegliete un vino secco. Se si tratta di uno spumante, badate che sia brut e non moscato.
4 - antipasto, primo e secondo: si alla regola degli opposti. Quindi se servite un piatto molto grasso e carico di sapori, optate per un vino acido, per alleggerire la pietanza e sgrassare la bocca; se invece servite un piatto delicato, potete servire un vino secco e vivace.

5 - dessert: no alla regola degli opposti. Con il dolce è bene servire un vino dolce; se scegliete uno spumante badate quindi che sia moscato e non brut.

La temperatura:

Ecco le temperature indicative alle quali servire il vino. Anche se non siete sommerlier esperti, cercate di attenervi a queste regole e non sbaglierete mai!

Vini bianchi: va servito tra i 9° ed i 12°C. Se non avete una cantina con una temperatura idonea, riponete il vino bianco in frigo e tiratelo fuori dal frigo un pò prima del vostro pranzo o cena (quanto prima dipenderà dalla temperatura dell’ambiente).

Vini rossi invecchiati: danno il meglio di loro stessi ad una temperatura che va dai 18° ai 20°C.

Vini rossi leggeri: da servire tra i 16° ed i 18°C.

Vini rosati: da servire tra i 12° ed i 14°C.

Gli spumanti: tra i 6° e gli 8°C.

Infine, ricordate che

- Ad ogni vino il suo bicchiere: servite i vini rossi giovani nel calice classico, i vini bianchi e rosati nel bicchiere a tulipano, i vini rossi invecchiati nel ballon, gli spumanti nel flûte, i vini liquorosi e da meditazione in calici molto alti e dalla bocca stretta.

- La barrique è una botte di rovere nella quale viene messo il vino ad invecchiare; il legno conferisce al vino un aroma particolarmente delicato, quasi vanigliato. Se sentite parlare di un vino “barricato” significa che è stato in una botte di rovere.

- Il decanter è una sorta di caraffa nella quale viene versato il vino per dargli modo di aprirsi ed esalare al meglio tutti i suoi aromi; tenete presente tuttavia che il passaggio dei vini molto invecchiati in decanter rischia di far disperdere molte delle loro migliori qualità; nel caso di questi vini il decanter servirà solamente a lasciare nella bottiglia eventuali fondi non graditi.

8 Maggio 2008

L’oliva ascolana Dop!

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Oggi vogliamo sfatare un mito…quello che dice che le olive ascolane - squisito antipasto ma anche ottimo secondo di carne - ognuno le prepara come crede….beh, sappiate che non è vero, la ricetta originale è solo una, e ve la proponiamo qui di seguito, direttamente dal sito www.olivascolana.com.Diffidate dalle imitazioni!

Ingredienti:

* gr. 500 di olive verdi della varietà Tenera Ascolana;
* gr. 200 di carne magra di vitellone;
* gr. 200 di carne di maiale;
* gr. 100 di carne di pollo o tacchino;
* gr. 100 di Parmigiano Reggiano grattugiato;
* n. 3 uova intere;
* farina, pane grattugiato, olio extra vergine d’oliva, mezza cipolla con infilato un chiodo di garofano, carota, sedano, un po’ di vino bianco, sale e noce moscata.
Preparazione:

TAGLIO DELLE OLIVE

Con un piccolo coltello da cucina, si tagliano a spirale le olive partendo dall’inserimento del picciolo. Il taglio riduce la parte edibile della polpa, senza spezzarla, ad una spirale e la libera dal nocciolo.

PREPARAZIONE DEL RIPIENO

La carne tagliata a piccoli dadi, viene fatta rosolare in un tegame contenente gli odori ed aggiungendo in fase di cottura (10 – 15 minuti), un po’ di vino bianco secco.
A cottura ultimata, la carne e gli odori vengono macinati e successivamente amalgamati con un uovo, parmigiano e noce moscata, fino ad ottenere un impasto abbastanza uniforme e morbido.

PREPARAZIONE DELLE OLIVE
Le olive snocciolate, rappresentate da una spira, vengono riempite con il ripieno preparato, facendo si che al termine dell’operazione, l’oliva completa di ripieno assuma una forma simile alla oliva originaria, ma un po’ più grande.
Esse vengono poste su un vassoio ed infarinate su farina di frumento, quindi vanno passate su un piatto contenente l’uovo battuto e si completa l’operazione passandole sul piatto e ricoprendole di pane grattugiato.

COTTURA DELLE OLIVE
Le olive, preparate con il ripieno descritto, vengono poste a friggere in olio extravergine di oliva bollente, ruotandole di tanto in tanto fino a quando non raggiungono una colorazione dorata uniforme. Quindi vengono sgocciolate e poste su un contenitore protetto da carta paglia (o assorbente) e servite ben calde.



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